Mondi multipli

MONDI MULTIPLI

19.09.2026

13.12.2026

Inaugurazione

19.09.2026 / ore 19:00

Giardino Palazzo Bonelli Patané

Via Francesco Mormino Penna 53 / Scicli

Ore 20:00 apertura degli altri spazi espositivi

Democrito sosteneva che «i costituenti di tutte le cose sono gli atomi» e che, essendo infiniti, infiniti sono anche i mondi che possono nascere dalla loro aggregazione. Questa intuizione antica continua ancora oggi a suggerire una diversa possibilità di leggere la realtà: non come un sistema unico e compatto, ma come una costellazione di relazioni, differenze e connessioni.

Da questo principio prende forma il progetto Mondi Multipli, ideato e organizzato dalla Lo Magno artecontemporaneae Site Specific, in collaborazione con la FPAC Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Garage Fontana, Spazio Gianni Mania, Amenta Incisioni, Galleria l’Androne e Mondadori Scicli, una mostra diffusa che attraversa la città di Scicli, creando una costellazione di luoghi, di opere e visioni. Gli artisti invitati – Barbara Cammarata, Andrea Cerruto, Francesco Latino, Tamara Marino + Simon Troger, Michelangelo Menu, Ignazio Mortellaro, Carmelo Nicosia, Rossana Taormina, Sasha Vinci, William Zanghi – costruiscono una selezione di linguaggi creativi differenti, che si incontrano senza perdere la propria identità, dove ogni pratica diventa un punto di osservazione sul nostro tempo. La visione critica del progetto è affidata ad Angelica Fontana, i luoghi designati per la prima edizione sono: Bassi Beneventano, Spazio Gianni Mania, Palazzo Bonelli Patané, Antica Farmacia Cartia, Galleria l’Androne, Chiesa di Santa Teresa, Mondadori Scicli.

L’inaugurazione del progetto Mondi Multipli è prevista alle ore 19:00, presso il giardino di Palazzo Bonelli – Patané in via Francesco Mormino, 53. Alle ore 20:00 apertura degli altri spazi espositivi.

Sostengono il progetto: Scicli Albergo Diffuso, Agire Cooperativa Sociale, Ghibli solutions Ragusa, Planeta winery e APS Tanit Scicli.

Con Mondi Multilpli, la natura unitaria dell’Io si apre alla dimensione della molteplicità, inscrivendosi in un cerchio più ampio nel quale ogni artista è un atomo della stessa materia sensibile, autonomo, ma capace di entrare in relazione con gli altri per generare un organismo complesso, una narrazione plurale, una geografia condivisa del presente.

La mostra nasce come gesto di dissenso nei confronti della progressiva frammentazione culturale e dell’individualismo che caratterizzano il nostro tempo. In un’epoca attraversata dalla crisi ecologica, dalle tensioni sociali, dalla perdita di riferimenti collettivi e da una crescente anestesia dello sguardo, l’arte può ancora produrre immaginazione condivisa, spazio pubblico e responsabilità politica.

Non esiste un solo mondo. Esistono mondi molteplici, tutti differenti e tutti necessari.

La nostra collettività è una rete complessa nella quale gli esseri umani costruiscono relazioni non soltanto tra loro, ma anche con gli animali, le piante, le tecnologie, le cose, le ideologie, i paesaggi e tutte quelle forme di esistenza che partecipano alla costruzione del vivente. Ogni opera presente in mostra rappresenta una diversa prospettiva su questa complessità e affronta alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo: la cura come pratica politica, le ferite della terra, i cambiamenti climatici, le migrazioni, la memoria, il simbolo, il multinaturalismo, il rapporto tra umano e non umano, la cronaca contemporanea, le trasformazioni del paesaggio e le nuove forme dell’abitare.

Questa pluralità di sguardi non cerca una sintesi, ma una convivenza. Le differenze non vengono annullate, diventano forza generativa. Le ricerche degli artisti producono una massa critica capace di costruire un pensiero comune e di opporsi alle semplificazioni ideologiche e culturali che attraversano il presente.

Per questo la mostra non si sviluppa in un unico luogo, ma abita l’intera città. Scicli diventa una cartografia da attraversare lentamente, un organismo vivente nel quale arte contemporanea e patrimonio barocco entrano in dialogo continuo. Chiese, palazzi nobiliari, corti, vicoli e architetture storiche non costituiscono il semplice contenitore delle opere, ma diventano parte integrante dell’esperienza. Il paesaggio urbano modifica la percezione dei lavori e i lavori, a loro volta, restituiscono uno sguardo nuovo sulla città.

Per vedere la mostra bisogna camminare, attraversare gli spazi significa attraversare anche il pensiero. Ogni spostamento costruisce un racconto, ogni distanza diventa tempo di riflessione, ogni luogo aggiunge un nuovo livello di significato. Il visitatore non è più spettatore passivo, ma esploratore di una geografia sensibile nella quale ogni opera rappresenta una coordinata e ogni percorso genera una possibile narrazione.

Il barocco di Scicli, con la sua teatralità e la sua vocazione alla meraviglia, incontra così l’arte contemporanea non come contrappunto storico, ma come continuità di una stessa tensione: dare forma all’invisibile, rendere percepibili le contraddizioni del proprio tempo, trasformare lo spazio in esperienza e la bellezza in coscienza.

Proiettarsi al di fuori del sé non significa rinnegare l’identità, ma riconoscersi parte di una communitas. Significa comprendere che il corpo individuale esiste soltanto all’interno di un corpo più grande: quello sociale, ecologico e politico. Questa mostra è un esperimento, un gesto collettivo, un laboratorio di relazioni, un invito a immaginare un modello diverso di rapporto tra arte, territorio e comunità, nel quale la città non sia un museo statico ma un organismo dinamico, attraversato da visioni capaci di generare consapevolezza.

Questo progetto rappresenta il primo capitolo di Mondi Multipli, un percorso pensato per svilupparsi nel tempo come un appuntamento annuale. Ogni edizione sarà un nuovo mondo possibile, una costellazione di artisti, linguaggi, luoghi e riflessioni chiamati a confrontarsi con le grandi questioni del presente, costruendo, anno dopo anno, una cartografia sempre più ampia delle trasformazioni sociali, politiche, ecologiche e culturali del nostro tempo. L’ambizione è quella di fare di Scicli un laboratorio permanente di arte contemporanea, nel quale il territorio non sia il semplice scenario delle opere, ma il loro interlocutore. Una città che diventa spazio di ricerca, di confronto e di immaginazione collettiva, capace di accogliere ogni anno nuove visioni e nuove geografie del possibile.

Accanto alla mostra Mondi Multipli si espande un programma di talk e special project, dove ogni appuntamento sarà concepito come parte integrante del progetto curatoriale, approfondendo, attraverso linguaggi differenti, i temi che attraversano la manifestazione.

L’arte visiva entra così in dialogo con la musica, il pensiero filosofico, il teatro, la ricerca scientifica e le pratiche performative, generando uno spazio interdisciplinare nel quale la cultura non viene semplicemente esposta, ma condivisa, discussa e vissuta come esperienza collettiva.

Mondi Multipli è ideato con l’intento di creare un sistema virtuoso di collaborazioni stabili tra le diverse realtà che, nel territorio della provincia di Ragusa, si occupano di promozione della cultura e dell’arte contemporanea. Perché ogni mondo nasce dall’incontro tra le differenze e ogni cambiamento comincia sempre da una nuova forma dello sguardo.

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