OVO N’OVO

Concetta Modica

A cura di Pass/o

Magazzini Grimaldi | Via Grimaldi n.28 Modica

Opening 10 agosto 2008 / H.19:00

10 agosto / 10 settembre 2008

Il titolo del progetto Ovo n'ovo nasce da un gioco di parole tratte dal paradosso retorico se è nato prima l’uovo o la gallina, e NuovoMondo, il film di Emanuele Crialese sulla Sicilia e i Siciliani, dei senza terra in cerca di terra promessa, che in quanto tale appartiene al mondo dei sogni, delle promesse, è un non luogo, irraggiungibile e sempre fisso e presente nella mente di ognuno. Amleto continua a chiedersi essere o non essere, una certezza e un dubbio sempre uguale e sempre diverso, motore di ricerca senza fine, vita o non vita, ovo o non ovo, teso solo a raggiungere equilibri momentanei, centrati e sospesi al nocciolo della questione, di fronte al proprio teschio, al proprio alfa e omega, all’inizio e la fine, al proprio uovo.
Ecco che il gioco di un bambino, immagine eterna, resta inchiodato e rivolto verso l’alto incuneato su di un uovo.
L’uovo è l’eterno simbolo della vita, della concezione, sospesa, misura di tutte le cose, come Piero della Francesca sussurra in un silente annuncio, nella Sacra Conversazione di Brera del 1472, muta tanto da essere ancora da svelare, mistero su cui si deve ancora aprire gli occhi, vita in potenza e in atto, tutto e nulla, principio biologico o mineralogico, apodittico desiderio rinascimentale di ordine. Oggi l’ordine, la vita è aggredita e sconvolta dall’uomo-perso contemporaneo, un uno, nessuno e centomila, dissolto nell’individuo-massa mediatico, smarrito nell’iper uomo, non più interessato a interrogarsi e rispondersi, ma a demolire e consumare. Il principio, che resta tale in quanto è e non è, è deformato nella ciber vita, nella psichedelia, nella farmacologia, nella tecnologia. Ecco che l’uomo- branco-insetto kafkiano attenta, assale l’uovo, deformandosi in disegni e racconti senza senso, silenti non perché ordinati e sereni, ma perché privi di logica: l’uomo mostruoso rinuncia nevrotico alla ricerca, teso in un assedio collettivo alla vita, latore di nulla.

C.Catacchio